Post-coronial Studies. Il virus è naturale, e noi siamo il suo ambiente

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di Elena Casetta

Marzo 2020. Un terzo della popolazione mondiale è confinato nelle proprie abitazioni nel tentativo di rallentare il contagio del virus SARS-CoV-2, o nuovo coronavirus.

Un risvolto positivo di questa situazione, drammatica per la nostra specie, è che l’acqua dei canali di Venezia è tornata trasparente al punto che vi si possono scorgere i pesci, che l’aria – grazie al ridotto numero di automobili e di aerei – è più pulita, che i delfini son tornati a nuotare nel porto di Cagliari, dove i traghetti non partono più.

In altre parole, il rallentamento delle nostre attività sembra produrre effetti benefici sull’ambiente.

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Molto spesso il termine “ambiente” e il termine “natura” vengono usati come sinonimi: a prima vista, potremmo anche dire, per esempio, che il rallentamento delle nostre attività sembra produrre effetti benefici sulla natura: d’altro canto, che l’acqua, il cielo, i delfini siano parte della natura è indisputabile. Spostiamo però per un momento l’attenzione all’ospite indesiderato, “responsabile” di questa situazione: il virus. Anch’esso è parte della natura. Eppure, non vediamo il suo prosperare come un aspetto positivo; piuttosto, mettiamo in atto strategie per arrestarne la diffusione e ci adoperiamo per trovare medicinali, che possano contrastarne gli effetti sulla nostra salute, e per realizzare un vaccino.

Emerge così una differenza sostanziale tra natura e ambiente, che il filosofo italiano Maurizio Ferraris in una intervista alla rivista on-line dell’Università di Torino ha efficacemente condensato con queste parole: «Dal punto di vista della natura, questo è un grandissimo momento: il virus non è mai stato così bene come adesso … Quando si dice ‘salviamo la natura’ … in realtà diciamo un’altra cosa … e cioè ‘salviamo l’umanità’».

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Possiamo così introdurre una distinzione  fondamentale tra ambiente* e natura**: la nozione di ambiente, a differenza della nozione di natura, presenta un carattere specie- o organismo-centrico conseguente al suo carattere relazionale: l’ambiente è sempre ambiente di qualcuno o di qualcosa; in questo senso, per 

esempio, il biologo estone Jabob von Uexküll paragonò l’ambiente a una bolla di sapone che circonda un animale. Benché tanto H. sapiens quanto SARS-CoV-2 siano, allo stesso titolo, parte della natura, l’ambiente della nostra specie e l’ambiente del coronavirus non sono lo stesso ambiente.

Anzi: è proprio il fatto che H. sapiens rappresenti un ottimo ambiente per il coronavirus la radice del problema. All’interno delle nostre cellule, il virus “sopravvive” ed è in grado di moltiplicarsi***, parassitandone il metabolismo. Tuttavia, il risultato di questa attività è generalmente la morte della cellula ospite (da qui il suo nome, virus, veleno). Analogamente, certe attività della nostra specie mettono a rischio l’esistenza stessa del nostro ambiente. A differenza del virus, però, abbiamo dei margini di scelta e di azione.

Per approfondire

* La nozione di Umwelt proposta da Uexküll è considerata una delle prime nozioni di “ambiente”. Si vedano sia Biologia teoretica (1920/1928) sia Ambienti animali e ambienti umani (1933).

** Dobbiamo la prima definizione di “natura” ad Aristotele: si veda, in particolare, il II libro della Fisica.

*** I virus, come tutte le entità in grado di moltiplicarsi, essere portatrici di mutazioni che hanno una conseguenza per la loro fitness, e trasmettere quelle mutazioni, evolvono per selezione naturale. È dunque possibile ricostruirne l’albero filogenetico: https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0078122

Non tutti gli studiosi, tuttavia, sono d’accordo con l’inserire i virus nell’albero della vita, dal momento che non è chiaro se i virus siano, o meno, esseri viventi, non possedendo un proprio metabolismo. Si veda, per esempio: https://www.nature.com/articles/nrmicro2108-c4

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Elena Casetta è ricercatrice presso il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università degli Studi di Torino, dove insegna filosofia della natura e filosofia della biologia.

3 pensieri su “Post-coronial Studies. Il virus è naturale, e noi siamo il suo ambiente

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